Sistema con Sovrapressione

SISTEMA MANTENUTO IN SOVRAPRESSIONE

FILTRO A PROVA DI FUMO MANTENUTO IN SOVRAPRESSIONE ad almeno 30 Pa (50 Pa secondo EN 12101-6) in condizioni di emergenza, da specifico sistema progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell’arte; il sistema di sovrapressione deve comunque consentire la facile apertura delle porte per la finalità d’esodo, nonché la loro completa autochiusura in fase di attivazione dell’impianto. Tra i tre sistemi previsti dalla normativa per la messa a norma di un locale filtro-fumo, questo sistema è l’unico che può essere definito IMPIANTO DI PROTEZIONE ATTIVA ANTINCENDIO

ELEMENTI DEL SISTEMA:

  • Unità di comando
  • Unità di alimentazione
  • Unità ventola
  • Condotte di aerazione
  • Chiusura automatica porte

Negli edifici multipiano di notevoli dimensione è spesso impossibile aerare direttamente dall’esterno il locale filtro a prova di fumo o anche dotarlo di camino di ventilazione “adeguatamente progettato” a causa delle diverse condizioni climatiche. E’ perciò sempre più diffuso ricorrere a sistemi di sovrapressione che garantiscono, in maniera automatica, la creazione di una zona franca dal fumo, che dia libero accesso alle vie di fuga, mantenendole libere dai gas e fumi sprigionati nella combustione. In caso di incendio i sensori attivano la ventola che, aspirando l’aria dall’esterno mediante opportuna canalizzazione, porta il locale filtro-fumo ad una pressione di almeno 30 Pa. Il sistema garantisce il mantenimento di questa pressione minima anche con le ripetute aperture delle porte dovuto al passaggio delle persone in fuga. In assenza di tensione elettrica il sistema viene automaticamente alimentato dalle proprie batterie tampone che garantiscono il funzionamento per il tempo previsto in fase di progetto. Tra i tre sistemi previsti dalla normativa per la messa a norma di un locale filtro-fumo, questo sistema è l’unico che può essere definito IMPIANTO DI PROTEZIONE ATTIVA ANTINCENDIO.

Il sistema di pressurizzazione non permette al fumo dell’incendio di entrare nel fIltro a prova di fumo perché genera una pressione differenziale all’interno del locale filtro di almeno 30 pa / 50 pa, maggiore di quella generata dall’incendio (si ipotizza un 20 pa) e quindi garantisce una barriera al fumo ed una conseguente via d’esodo sicura e pulita.

L’impianto preleva aria “pulita ed esente da fumo” tramite una presa diretta o una condotta di sezione adeguata collegata ad una ventola con portata predefinita e deve essere in grado di mantenere una pressione differenziale di 30/50 pa in maniera autonoma grazie ad un alimentatore e alle batterie tampone nel caso in cui si verifichi l’interruzione della corrente di alimentazione (220v). Ma deve essere inoltre in grado di funzionare collegato direttamente ad una linea preferenziale e protetta, gestita in caso di emergenza da un generatore esterno (strutture sanitarie o di sorveglianza).

Una sovrapressione eccessiva deve comunque essere evitata per il rischio dell’impossibilità di apertura/chiusura delle porte.

Al termine della situazione di emergenza il sistema di sovrapressione deve resettarsi in automatico e rimettersi in condizione di esercizio. parte fondamentale della progettazione del locale filtro-fumo è la verifica della autochiusura delle porte ad impianto attivo, per il quale è necessario predisporre opportuni dispositivi.

Per il corretto funzionamento del sistema è sempre necessaria una corretta ManutenzIone preventiva finalizzata alla riduzione delle probabilità di guasto ed al degrado dei componenti che costituiscono il sistema, come previsto D.P.R. 1201/98.

Il sistema AIR PRESS di Global Building soddisfa i requisiti dei filtri a prova di fumo mantenuti in sovrapressione ad almeno 30 Pa (50 Pa secondo EN 12101-6), in condizione di emergenza, secondo quanto previsto dal D.M. 3/8/2015 (S.3.5.3). Air Press è un sistema completamente digitale basato su microprocessori di ultima generazione tra loro interconnessi mediante un “BUS” dati che consente elevate prestazioni ed una grande facilità e velocità di installazione. La visualizzazione dell’impianto e del suo stato avviene attraverso un ampio display a cristalli liquidi che consente di gestire fino a 6 Unità Ventola.

 

L’Unità di Comando è predisposta per la gestione di:

– pressostato differenziale,

– sensori porta,

– misuratori laser,

– contatti magnetici (fino a 4),

– contatti apertura porta (fino a 8),

– timer per richiamo manutenzione ordinaria (in giorni) con segnalazione,

– elettromagneti per porte (fino a 5),

– rilevatori fumo (fino a 5),

– pulsante emergenza (fino a 5) con linea bilanciata in grado di mandare in allarme e far partire la ventola se viene interrotto il filo di collegamento,

– monitoraggio e configurazione porte (fino a 8),

– interfaccia bidirezionale con centralina antincendio,

– gestione e controllo IOT con remotizzazione dei parametri (INDUSTRIA 4.0),

– orologio calendario con batteria tampone per dati certi per IOT, reset in automatico al termine della condizione di emergenza.

 

Il sistema è dotato di funzione “watch-dog” che ne monitora costantemente il funzionamento e segnala eventuali anomalie, compreso lo stato di carica delle batterie evitandone una sostituzione non necessaria, e la scadenza degli intervalli di manutenzione.

 

L’Unità di Alimentazione può contenere da 2 a 4 batterie, con sistema di backup integrato. E’ gestita da un microprocessore che consente un processo di ricarica con un algoritmo dedicato ad altissima efficienza che fornisce le migliori performance in tema di prestazioni e durata delle batterie. Tutte le Unità lavorano in modalità “SWITCHING” ad alta frequenza che evita l’uso di dissipatori di calore e consente la miniaturizzazione dell’elettronica relativa.

 

L’Unità Ventola è dotata di motore “Brushless” con temperature di esercizio che vanno da -40°C a +110°C. Un sensore tachimetrico consente di rilevare la velocità di rotazione della girante e si interfaccia con un microprocessore di gestione dedicato che ne monitora costantemente lo stato di salute e fornisce al sistema la gestione di parametri di controllo.

 

INTERAGIBILITA’

Il sistema è studiato per una facile integrazione nell’involucro edilizio del filtro. L’Unità di Comando, viste le dimensioni contenute, può essere installata anche dietro le porte delle uscite di sicurezza dotate di maniglione antipanico. L’Unità Ventola e l’Unità Alimentazione sono studiate in modo da renderne possibile l’integrazione su parete, controsoffitti continui ed ispezionabili.

Il sistema si compone di una Unità di Comando, una Unità di Alimentazione autonoma e da una Unità Ventola che immette aria direttamente dall’esterno. Nel caso non sia possibile un accesso diretto dall’esterno occorre prevedere delle apposite condotte di immissione d’aria. Nel caso le condotte attraversino locali a rischio incendio, necessitano di un’adeguata protezione atta a garantire la funzionalità della condotta stessa e soprattutto il mantenimento di un isolamento tale da consentire una immissione d’aria sempre fresca anche in condizioni di incendio. La norma UNI EN 12101-6 fornisce precise indicazioni in merito.

Altra componente fondamentale, per il corretto funzionamento dei filtri-fumo, sono i dispositivi atti a garantire la corretta chiusura delle porte tagliafuoco.

Global Building ha testato un dispositivo a controllo laser, denominato “LASER CONTROL”, abbinato a specifici chiudiporta che permette la sicura chiusura delle porte rallentando la velocità della ventola. LASER CONTROL è un dispositivo composto da un lettore laser e da una piastra che viene montato sulla parte superiore dell’anta dal lato cerniere. In caso di incendio il LASER CONTROL, riscontrando il movimento dell’anta, ad una certa angolazione di chiusura definita in fase di montaggio (circa 80°), rallenta al minimo il funzionamento della ventola, diminuendo per pochi secondi la sovrapressione all’interno del locale filtro fumo. Quando la porta è arrivata quasi alla chiusura totale (a circa 5/6 cm dalla battuta) segnala alla ventola di ripartire a regime, come da impostazione. Il LASER CONTROL deve essere montato in abbinamento ad un chiudiporta del tipo “AIR PRESS CLOSER” o al dispositivo di gestione movimentazione porta denominato LOCK C.

3 Tipologie di prodotto in funzione della portata e della prevalenza richieste:

 

Il sistema Airpress può essere corredato da: